Binario A · 8 ore

Binario A — Leggere i dati

Quattro lezioni da due ore. Serve un browser e un foglio di calcolo.

Qui il cruscotto è l'oggetto di studio, non il prodotto da pubblicare. La classe cerca le fonti, confronta comuni simili, smonta gli indicatori ingannevoli e chiede quello che manca. Quattro lezioni da due ore, un browser e un foglio di calcolo. Alla fine: un data report sul proprio comune e una richiesta di accesso civico generalizzato scritta insieme. Si può fermare qui: è un percorso completo.

Per chi è

  • Secondaria di primo grado
  • Secondaria di secondo grado
  • Educazione civica, italiano, geografia, diritto

Cosa serve

  • Un browser
  • Un foglio di calcolo (o carta)

Le quattro lezioni

Lezione 1 — Che cos'è un dato aperto

120 minuti

Obiettivi. distinguere un dato da un'informazione e da un'opinione; riconoscere le quattro condizioni che rendono un dato aperto (disponibile online, in formato leggibile da una macchina, con una licenza che ne consente il riuso, gratuito); leggere una licenza e dire che cosa può farci; collocare un dataset sulla scala delle cinque stelle; rispondere alla domanda "questo numero da dove viene?".

  • Apertura (10 min). Apri il cruscotto di San Vincenzo e proiettalo. Non spiegare niente. Chiedi soltanto: «Questo numero — 6.342 abitanti — chi lo ha scritto? Come faccio a sapere che è vero? Di quando è?» Raccogli le risposte alla lavagna senza correggerle. Tornerai su quella lavagna in chiusura.
  • Mini-lezione (25 min). Tre concetti, non uno di più. 1. Dato, informazione, opinione. «6.342» è un dato. «San Vincenzo è un comune piccolo» è un'informazione. «San Vincenzo è troppo piccolo» è un'opinione. 2. Che cosa rende un dato aperto: sta su internet e si scarica; è in un formato che una macchina può leggere; ha una licenza che dice esplicitamente che puoi riusarlo; non costa nulla. Un PDF pubblicato sul sito del comune è pubblico, ma non è aperto. 3. Le cinque stelle di Tim Berners-Lee. Sulle licenze bastano tre nomi: CC0, CC BY, ODbL. Se la licenza non è scritta da nessuna parte, il dato non è riusabile, anche se è online.
  • Attività — "Caccia al dato" (55 min). A coppie. Ogni coppia cerca su dati.gov.it un dataset che riguardi il proprio comune (o, se il comune è piccolo e non compare, la propria provincia o regione) e compila la scheda: titolo, ente che lo pubblica, data dell'ultimo aggiornamento, formato, licenza, quante stelle, e una frase su che cosa ci si potrebbe fare. La domanda giusta da fare a chi si blocca non è «hai trovato?» ma «di quando è quel dato?».
  • Confronto (20 min). In plenaria, tre colonne alla lavagna: dataset trovati · aggiornati negli ultimi 12 mesi · davvero riusabili (formato + licenza). Il conto finale sarà molto più basso del primo. È il risultato didattico della lezione, e non va addolcito.
  • Chiusura (10 min). Torna alla lavagna dell'apertura e rispondi alle domande di inizio lezione con quello che ora la classe sa.

Lezione 2 — Dove stanno i dati del tuo comune

120 minuti

Obiettivi. nominare le principali fonti pubbliche italiane e dire che cosa produce ciascuna; distinguere una fonte primaria da una derivata; leggere i metadati di un dataset: periodo di riferimento, granularità, frequenza di aggiornamento; capire la differenza fra un dato aggiornato e un dato recente.

  • Apertura (10 min). Proietta la pagina Fonti del cruscotto. È una tabella lunga e un po' ostica: va bene così. Domanda: «Quante di queste fonti conoscevate? Chi pensate che paghi per produrre questi dati?» La risposta — le paghiamo noi, sono già nostre — è il motivo per cui esiste il diritto di riusarle.
  • Mini-lezione (25 min). Presenta le fonti raggruppandole per chi produce cosa, non per argomento: ISTAT, AgID — Cruscotto Italia, OpenStreetMap, MIM, ISPRA, Agenzia delle Entrate, Protezione Civile, il tuo Comune. Poi tre concetti: fonte primaria e fonte derivata; granularità; latenza. Aggiornato significa «pubblicato di recente»; recente significa «riferito a un periodo vicino». Non sono la stessa cosa.
  • Attività — "Schedare tre fonti" (55 min). A gruppi di tre. Ogni gruppo prende tre fonti diverse dall'elenco (assegnale tu, così sono coperte tutte) e per ciascuna compila la scheda studente 2, cercando i dati del proprio comune.
  • Confronto (20 min). Ogni gruppo presenta la fonte più sorprendente delle tre in un minuto. Poi due domande alla classe: qual è il dato più vecchio che abbiamo trovato? e quale fonte era più difficile da usare? Annota le risposte: servono nella lezione 4.
  • Chiusura (10 min). Il dato più recente che riesci a trovare quasi mai è di oggi. Sapere di quando è vale quanto sapere quanto vale.

Lezione 3 — Leggere un cruscotto senza farsi fregare

120 minuti

Obiettivi. scomporre un indicatore nei suoi elementi (che cosa si conta, su che cosa si divide, in che periodo, secondo quale fonte); scegliere comuni comparabili per un confronto; riconoscere le trappole più comuni: percentuali su numeri piccoli, media confusa con mediana, asse verticale troncato, periodo scelto ad arte; riscrivere un titolo tendenzioso in forma corretta.

  • Apertura (10 min). Proietta un KPI reale del cruscotto: intensità turistica 226,6 per 100 abitanti. Chiedi: «Che cosa significa esattamente? Che cosa NON significa?» Lascia sbagliare. Quasi sempre qualcuno dirà «ci sono 226 turisti per ogni abitante», che è falso: sono presenze annue, non persone contemporaneamente presenti.
  • Mini-lezione (25 min). Anatomia di un indicatore: numeratore, denominatore, periodo, fonte. Quattro trappole: percentuali su numeri piccoli; media contro mediana; l'asse troncato; il periodo scelto ad arte. Comparabilità: confrontare il proprio comune con il capoluogo non dice niente. Servono comuni simili per popolazione, collocazione e vocazione economica. Definire i criteri prima di scegliere è metà del lavoro.
  • Attività A — "Tre comuni" (30 min). A coppie. Scegliere tre comuni comparabili (criteri scritti sulla scheda) e confrontare cinque indicatori: popolazione, reddito mediano, raccolta differenziata, consumo di suolo, copertura FTTH. Compilare la tabella e scrivere una frase di commento per ciascun indicatore. La frase deve contenere il periodo del dato.
  • Attività B — "Il KPI ingannevole" (25 min). Ogni coppia prende uno degli indicatori appena raccolti e scrive due titoli da giornale: uno tendenzioso ma tecnicamente non falso, e uno corretto. Poi li scambia con un'altra coppia, che deve indovinare quale sia quale e spiegare perché.
  • Confronto (20 min). Si leggono ad alta voce i titoli migliori. La domanda che chiude ogni lettura è sempre la stessa: «che cosa hai dovuto togliere per renderlo tendenzioso?» Quasi sempre: il denominatore, il periodo, o il confronto.

Lezione 4 — Il dato che manca

120 minuti

Obiettivi. valutare la qualità di un dato su quattro criteri: completezza, accuratezza, tempestività, coerenza; distinguere gli obblighi di pubblicazione dal diritto di accesso; spiegare che cos'è l'accesso civico generalizzato e chi può esercitarlo; scrivere una richiesta di accesso civico corretta e indirizzarla all'ufficio giusto.

  • Apertura (10 min). Rileggi alla classe l'elenco dei dati che nelle lezioni scorse non si sono trovati. Domanda: «Chi dice che questi dati non esistono? Forse esistono e non sono pubblicati. Che differenza fa?»
  • Mini-lezione (30 min). Qualità del dato: completezza, accuratezza, tempestività, coerenza. Tre strade: Amministrazione trasparente, accesso civico semplice, accesso civico generalizzato (FOIA). L'accesso civico generalizzato è previsto dall'art. 5, comma 2 del D.lgs. 33/2013. Lo può chiedere chiunque, senza motivare, è gratuito; l'amministrazione risponde entro 30 giorni. È un diritto, non un favore.
  • Attività — "Scriviamo la richiesta" (50 min). Fase 1 (15 min): la classe sceglie insieme che cosa chiedere. Criteri: un dato che riguarda il comune, che serve al cruscotto, che non è già pubblicato, formulato in modo preciso. Fase 2 (25 min): a gruppi, ciascuno scrive una bozza usando il modello. Fase 3 (10 min): si individua il destinatario: la PEC del comune, l'ufficio competente e, per conoscenza, l'RPCT.
  • Confronto e decisione (20 min). La classe decide se inviarla davvero. Consigliamo di farlo, con la firma del docente o del dirigente. Spiega che cosa succede dopo: 30 giorni, una risposta, un rifiuto motivato o il silenzio. Qualunque cosa arrivi, sarà materiale della lezione 8.

Il prodotto finale

Un data report sul proprio comune e una richiesta di accesso civico generalizzato scritta dalla classe.

Materiali di questo binario

Tutti i materiali

Vai al Costruire il cruscotto · Torna a Scuola

Progetto indipendente, non ufficiale. Non affiliato ad AgID, al Governo italiano o a un ente locale. Materiali didattici CC BY-SA 4.0.